Chi non conosce il locale sceglie dalle foto, sul telefono, prima di sedersi. Cosa fotografare, come preparare la giornata e come usare le stesse immagini su menù, Google, delivery e shop.
Tabella dei Contenuti
A cosa serve la foto di un piatto?
La foto di un piatto serve a far riconoscere al cliente quello che arriverà al tavolo. Chi cerca un ristorante sul telefono confronta le immagini di più locali e sceglie anche in base a quanto gli sembrano affidabili. Una foto scattata a fine servizio, sotto la luce della cucina, con il piatto già freddo, mostra un piatto diverso da quello che il locale serve. Una foto troppo ritoccata crea l’aspettativa opposta e una delusione al primo assaggio. L’obiettivo è una serie di immagini fedeli, fatte nello stesso giorno con la stessa luce, da usare per tutta la stagione.
Quante foto servono per il menù di un ristorante?
Per il menù di un ristorante servono le foto dei piatti che volete vendere con l’immagine, non una per ogni voce della carta: in pratica i piatti di firma, quelli più ordinati e almeno uno per ogni categoria (antipasti, primi, secondi, dolci). Per un locale con una carta di media lunghezza questo significa una quindicina di piatti, che è anche quanto si riesce a fotografare bene in mezza giornata con le luci montate. A questi si aggiungono alcune foto di sala e di dettagli, fatte a locale vuoto, che mostrano dove si mangia. Le altre voci della carta funzionano anche senza immagine, con una descrizione chiara.
Si possono usare le stesse foto per menù, Google e delivery?
Sì, le stesse foto si possono usare per menù, scheda Google e piattaforme di delivery, se sono state fatte nello stesso giorno con la stessa luce e consegnate in più versioni: intera, scontornata su fondo neutro, quadrata e verticale. Per il Profilo dell’attività, Google chiede file JPG o PNG fra 10 kB e 5 MB, consiglia una risoluzione di 720 × 720 pixel e accetta un minimo di 250 × 250; vuole foto a fuoco, ben illuminate, senza uso eccessivo di filtri e che rappresentino la realtà (Guida di Profilo dell’attività su Google, letta il 09/10/2026). Le app di delivery e i menù digitali hanno regole proprie su formato e sfondo, da leggere prima di caricare: per questo conviene avere la versione scontornata pronta.
Come si prepara la giornata delle riprese?
La qualità delle foto dipende anche da come si prepara la giornata. Una settimana prima si scrive la lista degli scatti, piatto per piatto, nell’ordine in cui la cucina li prepara. Si sceglie un giorno di chiusura o la mattina prima del servizio, quando sala e cucina sono libere. La cucina prepara un piatto alla volta, come lo servirebbe al tavolo, e il fotografo lo riprende appena impiattato, prima che la salsa si asciughi o il gelato si sciolga.
Le luci da set servono a ripetere la stessa illuminazione su tutti i piatti, così la serie resta coerente anche quando i piatti si fotografano a distanza di ore. Le foto di sala si fanno a locale vuoto: tavoli apparecchiati, bancone, materiali. Se compare una persona riconoscibile, serve la sua liberatoria. Sul modo in cui le foto lavorano dentro la comunicazione del locale abbiamo scritto una guida, comunicazione per ristoranti, e un articolo su cosa pubblicare e misurare sui social di un ristorante.
Cosa serve a un produttore per vendere online?
A un produttore di olio, conserve o dolci per vendere online servono due cose insieme: foto coerenti dei prodotti e schede con testi completi. Chi compra online non può prendere in mano il barattolo, girarlo, leggere l’etichetta: si affida alla foto principale, che su molti shop e marketplace è su fondo bianco, e a qualche foto ambientata che faccia capire dimensioni e uso. Per gli alimenti preimballati venduti a distanza, il Regolamento (UE) 1169/2011 chiede che le informazioni obbligatorie siano disponibili prima della conclusione dell’acquisto, tranne la data di scadenza o il termine minimo di conservazione, e che tutte siano disponibili alla consegna (art. 14, EUR-Lex). La foto dell’etichetta non basta: denominazione, ingredienti, allergeni e quantità vanno anche nel testo della scheda, e ne risponde chi vende il prodotto con il proprio nome.
Perché le bottiglie di vino sono difficili da fotografare?
Il vetro riflette tutto quello che ha davanti: finestre, lampade, il telefono di chi scatta. Su una bottiglia scura i riflessi coprono l’etichetta, su una chiara il colore del vino scompare. Per fotografare il vetro serve un set di luci che decida dove cade ogni riflesso e quanto è largo, così la forma della bottiglia si legge e l’etichetta resta pulita. Lo stesso schema di luci va ripetuto su tutte le referenze: un distributore che riceve le immagini per il listino, o un marketplace che le affianca a quelle di altre cantine, mostra subito le differenze di stile. Le bottiglie vanno fotografate piene, pulite, con etichetta e capsula integre. Il lavoro sul vino si inserisce nel metodo di Protur × Vini di Calabria.
Chi possiede le foto e come si archiviano?
Prima delle riprese conviene mettere per iscritto la licenza d’uso: dove si possono usare le foto (menù, sito, social, delivery, marketplace, materiali dei distributori) e per quanto tempo. Una licenza senza limiti di tempo per la promozione della propria attività evita di rinegoziare a ogni nuovo uso. Dopo la consegna, rinominate i file con il nome del piatto o del prodotto e l’anno, e tenete in una cartella separata le versioni scontornate. Quando cambia il menù o l’etichetta, sapete subito quali foto sostituire.
Se vuoi lavorarci con un metodo
Le foto sono il primo passo della comunicazione che seguiamo con ristoranti e produttori dentro FoodLAB. Per avere in una mattina le foto di quindici piatti e della sala, anche scontornate per menù e delivery, c’è lo Shooting menù. Per chi produce olio, conserve, dolci o salumi e vende online c’è Foto prodotto per l’e-commerce, con foto su fondo bianco, scene ambientate e schede per shop e marketplace. Per le cantine c’è Bottiglie per l’e-commerce, con un set luci pensato per il vetro e lo stesso stile su tutte le referenze.
Domande frequenti
Per le storie e i contenuti del giorno sì: il telefono basta a mostrare la giornata del locale. Per menù, scheda Google, delivery e shop serve invece una serie coerente, con la stessa luce e lo stesso stile, che resti valida per tutta la stagione. In una mattina con luci da set si ottiene una serie che con il telefono richiede settimane di tentativi.
Quando cambia il menù o quando i piatti fotografati non corrispondono più a quelli serviti. Se una foto mostra un’impiattatura o un ingrediente che non c’è più, il cliente riceve un piatto diverso da quello che ha scelto. Conviene rifarle a ogni cambio di stagione, insieme alla carta, per avere le immagini pronte il giorno in cui il menù nuovo entra in sala.
Per la scheda Google no: Google chiede foto che rappresentino la realtà dell’attività, e un’immagine presa altrove mostra un piatto che il locale non serve. Le immagini scaricate dal web, inoltre, hanno un autore e diritti d’uso. Per menù, delivery e shop vale lo stesso principio: il cliente deve riconoscere nel piatto o nel prodotto quello che vede nella foto.
Sì. La foto su fondo bianco serve come immagine principale della scheda, quella che il cliente confronta con i prodotti vicini. Le foto ambientate mostrano l’olio su una tavola apparecchiata o la confettura accanto al pane: fanno capire come si usa il prodotto e quanto è grande. Bastano poche scene, scelte fra i prodotti che si vogliono spingere di più.
La cucina del locale, come li servirebbe al tavolo. Ingredienti e preparazione restano a carico del ristorante. Il fotografo indica l’ordine e i tempi, così ogni piatto viene fotografato appena esce dalla cucina. Conviene avere a portata di mano anche gli elementi di contorno, come pane, tovaglioli e posate, scelti fra quelli che il locale usa ogni giorno in sala.
Protur Media è un’agenzia di comunicazione, marketing e destination management con sede a Reggio Calabria. Lavora per turismo, ristorazione e territori, con imprese private ed enti pubblici. Il claim dell’agenzia è “Il turismo non si promuove. Si costruisce.”
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Christian Zuin è CEO di Protur Media, Project Manager di Visit Reggio Calabria e Tourism Marketing Strategist. Firma gli articoli del blog di Protur Media su marketing turistico, destination management e AI search nel Mezzogiorno.
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Christian Zuin · CEO di Protur Media · Project Manager di Visit Reggio Calabria · Tourism Marketing Strategist


