Il cantiere si è chiuso il 30 giugno. Il problema si è aperto il 1° settembre
Il 30 giugno 2026 i Comuni italiani hanno dovuto ultimare materialmente i lavori finanziati dal PNRR. Il 31 agosto hanno dovuto chiudere la rendicontazione su ReGiS, oltre la quale le evidenze non valgono più ai fini europei.
Da settembre molti sindaci hanno un centro visite ristrutturato, un percorso segnalato, un borgo riqualificato. Quasi nessuno ha un soggetto con un bilancio e un mandato che quelle opere le faccia funzionare.
La gestione post PNRR è il capitolo che nessun bando ha finanziato. Le due scadenze vengono dalle linee guida operative adottate il 17 aprile 2026 dalla Struttura di missione PNRR di Palazzo Chigi insieme all’Ispettorato generale per il PNRR del MEF.
Le trovi ricostruite anche nell’analisi di Openpolis sul countdown del 30 giugno, che distingue le misure con scadenza perentoria da quelle che proseguono con strumenti finanziari.
Tabella dei Contenuti
Di quante opere stiamo parlando?
Il solo investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” conta 6.356 progetti finanziati, secondo i dati OpenPNRR aggiornati al 26 febbraio 2026. È il secondo investimento del Piano per numero di interventi.
Ogni intervento ha avuto un progettista, un’impresa esecutrice e un responsabile unico del procedimento.
Nessuno di questi ruoli sopravvive al collaudo. Il gestore della destinazione è un ruolo diverso, e in Calabria quasi nessun Comune lo ha in organico.
Il problema che si vede solo adesso
Un Comune di 3.000 abitanti riapre un palazzo storico con un milione di euro di fondi europei. Poi deve decidere chi tiene le chiavi, chi paga le utenze, chi programma le aperture, chi risponde alle mail in inglese di chi vuole visitarlo a novembre.
Le tre risposte che sento più spesso sono la biblioteca comunale, una pro loco volontaria e un affidamento a costo zero. Tutte e tre scaricano un costo strutturale su chi non ha né personale né entrate per reggerlo. E spesso nemmno le competenze.
Il destination management serve esattamente a questo, e serve prima del collaudo, non dopo.
Cosa ha fatto la Campania a luglio 2026
Il 24 luglio 2026 la Regione Campania ha chiuso la prima valutazione delle candidature per il riconoscimento delle DMO regionali. La Commissione della Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo ha esaminato 23 candidature su 12 Ambiti Territoriali Turistici Omogenei.
La DMO Amalfi ha ottenuto il riconoscimento definitivo con indirizzi. Dieci candidature hanno ricevuto un riconoscimento provvisorio con prescrizioni, fra cui Destination Caserta, Isola di Capri, Vesuvio, Litorale Domizio e Paestum-Sele-Tanagro-Alburni. Altre dieci sono state ammesse con riserva. Due non sono state ammesse. La fonte è il comunicato ANSA della Giunta regionale campana.
Le linee guida campane chiedono ai promotori una cosa che i bandi PNRR non hanno mai chiesto: sostenibilità economica della DMO a regime, con le risorse conferite dagli aderenti a copertura delle spese di funzionamento. Chi non la dimostra resta con riserva.
Cosa ha fatto la Calabria a marzo 2026
Nel marzo 2026 la Giunta regionale ha riconosciuto, ai sensi della L.r. 2/2019, il Distretto Turistico del Basso Tirreno Cosentino, fra Amantea e Cetraro. Sedici Comuni, con San Lucido ente capofila, insieme a consorzi turistici, GAL, associazioni di promozione e operatori privati.
La Regione lo ha presentato come strumento di Destination Management Organization. La cronaca del riconoscimento lo descrive come risposta alla frammentazione delle iniziative locali.
È il primo distretto riconosciuto in Calabria e va seguito da vicino. La differenza fra un perimetro e un organismo di gestione la misuri su tre elementi verificabili: personale dedicato, bilancio autonomo, piano triennale con obiettivi. Quando il Basso Tirreno Cosentino avrà tutti e tre, la Calabria avrà la sua prima DMO operativa. Fino ad allora resta un partenariato riconosciuto, che è già più di quanto avessero gli altri 388 Comuni calabresi.
Sulla distanza fra distretto amministrativo e destinazione riconosciuta dal mercato ho scritto il modello completo in Asistemia Turistica: il modello, l’audit e come si legge un territorio.
Perché questo conta soprattutto nei Comuni piccoli
Secondo la nota previsionale Demoskopika “I piccoli comuni nel sistema turistico italiano: scenario 2026”, pubblicata in anteprima da ANSA il 22 gennaio 2026, gli oltre 2.600 Comuni turistici italiani sotto i 5.000 abitanti possono arrivare nel 2026 a 21,3 milioni di arrivi e a 79,9 milioni di presenze, con una permanenza media di 3,7 giorni.
Nel 2024 gli stessi Comuni avevano registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze. Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli insieme ne avevano fatti 23 milioni e 72,1 milioni.
2600 piccoli Comuni muovono quanto cinque città d’arte. Con una differenza: le cinque città hanno uffici turismo strutturati, i 2.600 quasi mai.
Cinque domande da farsi entro dicembre
Le rivolgo ai sindaci, agli assessori al turismo e ai segretari comunali che hanno chiuso un intervento PNRR quest’estate.
1. Chi apre, e con quale contratto. Se la risposta è un volontario o un dipendente già assegnato ad altro, il servizio si interrompe alla prima assenza.
2. Quanto costa tenerla aperta un anno. Utenze, pulizie, personale, manutenzione, assicurazione. Il numero esiste, va solo scritto. Senza quel numero nessuna delibera regge.
3. Da dove arrivano quei soldi nel 2027. Bilancio comunale, quote degli operatori aderenti, entrate da servizi, programmazione FESR e FSE+. Le linee guida regionali più recenti chiedono questa struttura in fase di candidatura.
4. Chi decide il programma. Se lo decide la giunta, cambia a ogni elezione. Se lo decide un organismo con un mandato pluriennale, sopravvive.
5. Con chi vi aggregate. Le linee guida campane e pugliesi chiedono più Comuni e, in Puglia, una soglia minima di presenze cumulative. Un Comune solo raramente raggiunge la massa critica.
Chi risponde a queste cinque domande ha scritto metà del piano di gestione. Gli strumenti, i ruoli e le qualifiche li ho messi in fila in Destination management per i Comuni del Sud, insieme alla figura professionale che la Calabria riconosce con l’art. 40 della L.r. 18/85.
Il caso reggino, che conosco da vicino
La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha un problema di permanenza documentato: il territorio intercetta il passaggio e non costruisce ragioni per fermarsi. Ne ho scritto con i numeri del 2025 in Turismo reggino, anno di scarica.
Le opere PNRR consegnate quest’anno sull’Aspromonte e lungo la costa possono cambiare quel dato solo se qualcuno le programma insieme. Aperte singolarmente, con orari diversi e senza un canale unico di prenotazione, restano edifici in ordine.
Cosa fa Protur con i Comuni
Con AstroLABio lavoriamo sul sistema di gestione di una destinazione: piattaforma, racconto, community e dati.
Il punto di partenza è sempre lo stesso, e non è la piattaforma. È capire a che punto è il territorio e chi può reggere la gestione quando il finanziamento finisce.
Analizziamo lo stato della destinazione, la struttura di gestione esistente e le fonti con cui si può sostenere dal 2027.
Consegniamo un documento con la fotografia di partenza, le azioni in ordine di priorità e le fonti di finanziamento compatibili.
Fonti Citate
- Struttura di missione PNRR – Presidenza del Consiglio e Ispettorato Generale PNRR – MEF, linee guida operative per la fase finale del Piano, 17 aprile 2026 (scadenze 30 giugno e 31 agosto 2026)
- OpenPNRR, misura “Attrattività dei borghi”, dati aggiornati al 26 febbraio 2026
- Regione Campania, esito prima valutazione candidature DMO, 24 luglio 2026 (ANSA Campania)
- Regione Campania, Linee Guida per il riconoscimento delle DMO
- Regione Calabria, riconoscimento del Distretto Turistico del Basso Tirreno Cosentino ai sensi della L.r. 2/2019, marzo 2026
- Demoskopika, “I piccoli comuni nel sistema turistico italiano: scenario 2026”, 22 gennaio 2026 (ANSA)
Sono Christian Zuin, Tourism Marketing Strategist e CEO di Protur Media, agenzia di comunicazione e marketing turistico con sede a Reggio Calabria. Sono Project Manager di Visit Reggio Calabria. Mi occupo di destination management, GEO e AI search, formazione per operatori del turismo nel Mezzogiorno.
FAQ
Il 30 giugno 2026 era il termine per l’ultimazione materiale dei lavori e il 31 agosto 2026 quello per la rendicontazione. Dopo quelle date l’opera è consegnata all’ente, che deve gestirla con risorse proprie. Il PNRR non ha finanziato la gestione ordinaria.
La gestione spetta all’ente attuatore, in genere il Comune. Può gestirla direttamente, affidarla a un soggetto terzo o conferirla a un organismo di destinazione. La scelta va fatta con un piano economico, perché utenze, personale e manutenzione restano a carico del bilancio comunale.
Una DMO è l’organizzazione che coordina e gestisce in modo integrato una destinazione turistica, con personale, bilancio e mandato. Dopo il PNRR serve perché le opere realizzate hanno bisogno di programmazione, apertura e promozione continuative, che un ufficio comunale generalista non può garantire.
La Campania ha concluso il 24 luglio 2026 la prima valutazione delle candidature: 23 proposte su 12 Ambiti Territoriali Turistici Omogenei, con il riconoscimento definitivo alla DMO Amalfi e dieci riconoscimenti provvisori. La Puglia aveva approvato le proprie linee guida nell’ottobre 2025.
La Calabria non ha una DMO regionale istituita per legge. Nel marzo 2026 la Giunta ha riconosciuto il primo Distretto Turistico regionale, il Basso Tirreno Cosentino, sedici Comuni con San Lucido capofila, presentato come strumento di Destination Management Organization.
Le linee guida regionali più recenti chiedono l’aggregazione di più Comuni su un ambito territoriale omogeneo. In Puglia è prevista anche una soglia minima di presenze turistiche cumulative. Un singolo Comune raramente raggiunge la dimensione economica necessaria.
Le fonti tipiche sono le risorse del bilancio comunale, le quote degli operatori privati aderenti, le entrate da servizi e la programmazione europea FESR e FSE+. Le Regioni che riconoscono le DMO chiedono un piano economico che dimostri la sostenibilità a regime.
L’investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” conta 6.356 progetti finanziati, secondo i dati OpenPNRR aggiornati al 26 febbraio 2026. È il secondo investimento del Piano per numerosità degli interventi.
Secondo Demoskopika, nel 2026 gli oltre 2.600 Comuni turistici sotto i 5.000 abitanti possono registrare 21,3 milioni di arrivi e 79,9 milioni di presenze, pari al 14% degli arrivi e al 15,3% delle presenze nazionali, con permanenza media di 3,7 giorni.
Il distretto turistico è un perimetro riconosciuto per legge regionale. La DMO è un soggetto operativo con personale, bilancio e mandato di governance. Un territorio può avere il distretto senza avere un organismo che gestisce la destinazione.
I costi annui di funzionamento, la fonte di copertura per almeno tre anni, il soggetto responsabile con il relativo contratto, il calendario di apertura e gli indicatori di risultato. Senza i costi annui scritti, la delibera non regge alla prima verifica contabile.
Può farlo, ma il volontariato non copre orari continuativi né responsabilità gestionali. La pro loco funziona come soggetto aderente a una rete più ampia, non come gestore unico di un’infrastruttura finanziata con fondi europei.
Il repertorio nazionale delle qualificazioni prevede il Tecnico della progettazione, definizione e promozione di piani di sviluppo turistico e promozione del territorio, figura n. 248, IV livello EQF. In Calabria l’attestato si rilascia ai sensi dell’art. 40 della L.r. 18/85.
Prima l’organismo. Una piattaforma di Destination Management System senza chi la aggiorna e la governa diventa un costo ricorrente. Le Regioni che riconoscono le DMO chiedono la struttura organizzativa come parte del fascicolo di candidatura.
Dalla diagnosi: quali funzioni di gestione esistono già, quali mancano, quali sono finanziabili subito. Poi dall’aggregazione con i Comuni contigui per flussi omogenei. Solo dopo dalla scelta degli strumenti digitali e del piano di promozione.


