Dalla degustazione informale all'attività riconosciuta: cosa serve davvero per aprire
Se accogli visitatori in cantina e versi loro un calice, stai già facendo enoturismo. La differenza sta nel farlo dentro una cornice riconosciuta, che ti dà accesso a fondi, a canali B2B e a una posizione negli elenchi regionali.
La Regione Calabria ha regolato la materia con la DGR n. 299 del 21 giugno 2024, pubblicata sul BURC n. 138 del 3 luglio 2024. Il testo definisce attività ammesse, standard minimi, formazione del personale, procedura di avvio e sistema dei controlli.
Questa guida ripercorre l’intero procedimento articolo per articolo. Alla fine sai cosa devi avere in mano prima di aprire il portale CalabriaSUAP.
Tabella dei Contenuti
La cornice normativa: tre livelli sovrapposti
L’enoturismo italiano nasce con la Legge 205/2017, commi da 502 a 505 dell’articolo 1. Il comma 502 definisce l’attività. Il comma 503 vi applica il regime fiscale dell’articolo 5 della Legge 413/1991.
Il D.M. 2779 del 12 marzo 2019 ha fissato requisiti e standard minimi nazionali. La Legge 160/2019 ha esteso lo stesso impianto all’oleoturismo, disciplinato poi dal D.M. del 26 gennaio 2022.
La DGR 299/2024 cala quel quadro sul territorio calabrese. Due allegati: il primo per l’enoturismo, il secondo per l’oleoturismo. Se coltivi vite e ulivo, ti riguardano entrambi.
Perché la qualifica conta
L’attività enoturistica è attività agricola connessa ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile. Vale quando la svolge l’imprenditore agricolo, singolo o associato.
Questa qualifica regge il trattamento fiscale agevolato e distingue la tua accoglienza da un pubblico esercizio. Perderla significa cambiare regime.
Quali attività puoi svolgere legalmente
L’articolo 2 delle Linee guida individua due famiglie di attività, esercitabili anche separatamente.
Degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti.
Attività formative e informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio.
Cosa rientra nelle attività formative
L’articolo 6 scioglie la seconda categoria. Rientrano l’organizzazione di attività di conoscenza del vino nel luogo di produzione e le visite guidate nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite.
Vi rientrano anche le iniziative didattiche e ricreative nell’ambito delle cantine. Le attività didattiche devono restare fuori da ogni percorso scolastico e mirare alla conoscenza del mondo vitivinicolo.
Il testo ti carica un obbligo esplicito: l’operatore vigila sulla sicurezza dei visitatori e li sensibilizza, chiedendone la collaborazione.
Il confine con la ristorazione
Qui si gioca la parte più delicata. L’articolo 7 ammette l’abbinamento con prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda, anche manipolati o trasformati.
Devono essere prevalentemente legati alle produzioni calabresi: DOP, IGP, STG, prodotti di montagna, prodotti dei sistemi di certificazione riconosciuti dall’Unione europea, prodotti tradizionali dell’elenco MASAF.
Sono escluse le attività che prefigurano un servizio di ristorazione: prodotti cotti, piatti, preparazioni gastronomiche. Restano ammessi formaggi, salumi e verdure anche conservate.
La somministrazione deve rimanere secondaria rispetto all’attività vitivinicola. Se vuoi servire altro, ti serve la qualifica di impresa agrituristica ai sensi della L.R. 14/2009.
Chi può presentare la SCIA e chi resta fuori
L’articolo 3 apre l’attività a tre profili, tutti iscritti al Registro Imprese.
L’imprenditore agricolo ex art. 2135 c.c. che coltiva la vite. L’imprenditore agricolo che trasforma prodotti vitivinicoli e commercializza le proprie produzioni. L’impresa agroindustriale che trasforma e commercializza acquisendo materia prima prevalentemente da terzi.
Il terzo profilo è la novità che molti ignorano: anche chi non possiede vigneti propri può esercitare enoturismo in Calabria.
Restano escluse le imprese che svolgono commercializzazione all’ingrosso e al minuto. Chi vende e basta non fa enoturismo.
Servono poi i requisiti morali dell’art. 4, comma 6, del D.Lgs. 228/2001 e i requisiti antimafia dell’art. 67 del D.Lgs. 159/2011.
I dieci standard minimi di qualità
L’articolo 5 elenca gli standard che devi possedere. Non sono raccomandazioni: sono la base documentale della SCIA.
| Standard | Cosa richiede la norma |
|---|---|
| Apertura | Settimanale o stagionale, minimo tre giorni a settimana, domenica e festivi inclusi |
| Prenotazione | Strumenti per la prenotazione delle visite, preferibilmente informatici |
| Cartello | All’ingresso, con orari, tipologia di servizio e lingue parlate |
| Sito web | Sito o pagina aziendale almeno in italiano e inglese |
| Parcheggi | Indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze |
| Materiale informativo | Su azienda e prodotti, in almeno tre lingue compreso l’italiano |
| Materiale territoriale | Su zona di produzione, DOP e IGP, attrazioni turistiche e paesaggistiche |
| Ambienti | Spazi dedicati e attrezzati per l’accoglienza |
| Degustazione | Contenitori e strumenti che non alterino le proprietà organolettiche |
| Segnaletica parcheggio | Dimensionata sulla capacità ricettiva, con accessi ampi |
Tieni presente la differenza tra riga quattro e riga sei. Il sito può essere bilingue. Il materiale informativo deve essere trilingue.
La polizza assicurativa che quasi nessuno cita
Il comma 2 dell’articolo 5 impone di stipulare una polizza per la responsabilità civile verso i visitatori. È un obbligo, non una buona pratica.
L’articolo 2, comma 6, aggiunge che ogni responsabilità per danni a terzi resta in capo all’impresa. Il combinato dispone: assicurati prima di aprire il cancello.
Gli ambienti: cosa deve avere la struttura
L’articolo 4 regola gli spazi. Devono essere dedicati, attrezzati, conformi agli strumenti urbanistici ed edilizi e alla normativa sulla sicurezza degli impianti.
Devi individuare gli ambienti e le attrezzature pericolose, vietarne l’accesso al pubblico e segnalarli. I locali ospitano un numero massimo di persone in funzione dello spazio, con illuminazione adeguata.
I locali di degustazione e quelli dove prepari e conservi alimenti seguono l’Allegato II del Regolamento CE 852/2004.
La cucina: due strade diverse
Se sei imprenditore agricolo o agrituristico, puoi usare la cucina domestica presente nella parte abitativa del fondo, rispettando i requisiti delle abitazioni rurali.
Se sei impresa agroindustriale, ad esempio una cantina, ti serve uno spazio idoneo dedicato. La norma indica le dotazioni: piano di lavoro lavabile e disinfettabile, affettatrice, coltelleria, frigorifero per le basse temperature.
Serve inoltre accessibilità ai luoghi dove si svolgono le attività e almeno un servizio igienico per gli ospiti.
La formazione obbligatoria: due percorsi distinti
L’articolo 10 separa la formazione per la degustazione da quella per l’attività enoturistica. Servono entrambe se svolgi entrambe le attività.
Formazione per la degustazione
Il requisito si intende assolto con uno di questi titoli: diploma o laurea attinente all’enogastronomia; iscrizione all’Elenco dei tecnici degustatori; titolo di sommelier o sommelier professionale rilasciato da ente riconosciuto.
Valgono anche i titoli di formazione professionale o istruzione scolastica attinenti alla somministrazione di alimenti e bevande. In alternativa, l’attestato del corso previsto dall’articolo 11.
Formazione per l’attività enoturistica
Qui i titoli ammessi sono: diploma o laurea a indirizzo agrario; attestato di operatore agrituristico; attestato di operatore di fattoria didattica; attestato del corso dell’articolo 11.
Vale anche l’esperienza lavorativa triennale presso imprese vitivinicole come addetto al vigneto o alla cantina. Va comprovata con iscrizione INPS, contratti, percorso lavoratore o buste paga.
I corsi: 8 ore e 15 ore
L’articolo 11 fissa le durate minime. Il corso per la degustazione dura almeno 8 ore e copre viticoltura calabrese, enologia, classificazione legale dei vini, lettura dell’etichetta, tecniche di degustazione, abbinamenti e sicurezza alimentare.
Il corso per l’attività enoturistica dura almeno 15 ore. Tratta modelli aziendali, legislazione nazionale e regionale, obblighi amministrativi, aspetti fiscali e gestionali, sicurezza sul lavoro.
Il programma include un blocco che riguarda la comunicazione: accoglienza in azienda, valorizzazione degli arredi tradizionali, marketing territoriale e turistico, associazionismo, redazione di materiale informativo.
La Regione promuove questa formazione con ARSAC, le organizzazioni di categoria e le Strade dell’olio e del vino. Sul blocco marketing e comunicazione previsto dal programma, Protur Media progetta percorsi formativi su misura per imprese e associazioni di categoria.
La procedura: SCIA tramite CalabriaSUAP
L’articolo 8 stabilisce il percorso. L’attività si esercita previa presentazione della SCIA al Comune di competenza tramite SUAP, ai sensi dell’articolo 19 della Legge 241/1990.
Il modello da usare è il modulo E16.07 – SCIA Attività Enoturistica, approvato con Decreto Dirigenziale n. 13192 del 20 settembre 2024 e successivamente aggiornato. Scarica sempre l’ultima versione dalla pagina della Regione Calabria sulla modulistica enoturistica.
Cosa allegare
Tre documenti sono sempre obbligatori secondo il modulo:
- Descrizione sintetica dell’azienda agricola o della cantina
- Descrizione dei luoghi interni ed esterni, compresi i vigneti, con elenco delle particelle da destinare all’attività
- Planimetrie dei locali per manipolazione, trasformazione, somministrazione o immagazzinamento, con indicazione delle attrezzature presenti o previste
Se ci sono soci diversi dal dichiarante, aggiungi le dichiarazioni sui requisiti (Allegato A) con copia del documento. In caso di procura, allega delega e documento.
Cosa dichiari nel modulo
Il modulo ti chiede di barrare i servizi svolti tra le cinque voci previste. Ti chiede il periodo di apertura: tutto l’anno, settimanale con indicazione dei giorni, oppure stagionale con minimo tre giorni.
Dichiari poi la localizzazione catastale dei fabbricati: sezione, foglio, particella, subalterno, categoria. Il modulo prevede fino a quattro fabbricati.
Dove arriva la pratica
Il SUAP comunale attiva l’endoprocedimento verso il Dipartimento Agricoltura della Regione. Il Comune trasmette inoltre copia della SCIA al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’ASP competente.
Per il monitoraggio, tu devi inviare copia della SCIA con la ricevuta di presentazione al Settore competente del Dipartimento Agricoltura regionale.
L'elenco regionale degli operatori enoturistici
L’articolo 9 istituisce l’elenco regionale ai sensi dell’art. 2, comma 3, del D.M. 12 marzo 2019.
Il meccanismo è automatico nella premessa: la presentazione della SCIA vale anche ai fini dell’iscrizione. Non serve una seconda domanda.
Il Dipartimento Agricoltura, insieme ai Comuni che ricevono la SCIA, verifica requisiti e standard minimi e provvede all’iscrizione quando i presupposti sussistono. Poi effettua il monitoraggio periodico degli operatori.
Una deroga utile: le aziende vitivinicole già iscritte all’elenco degli operatori oleoturistici non presentano una seconda SCIA. Comunicano soltanto l’esercizio dell’attività enoturistica ai fini dell’iscrizione.
Gli obblighi dopo l'apertura
La SCIA non chiude la partita. Il rapporto con il Comune resta aperto e scandito da scadenze precise.
Esposizione della SCIA. Copia della segnalazione va esposta in modo visibile all’interno dei locali, vicino al punto di ricevimento clienti o alla cassa. Vanno esposte anche le variazioni successive.
Cartello all’ingresso. Deve riportare i dati dell’accoglienza enoturistica: orari di apertura, tipologia di servizio offerto e lingue parlate.
Variazioni entro 15 giorni. Ogni modifica delle informazioni contenute nella SCIA va segnalata al Comune con nuova SCIA entro quindici giorni dall’evento.
Calendario entro il 30 novembre. Ogni anno comunichi al Comune il calendario di apertura. In mancanza di comunicazione, resta confermato il calendario dell’anno precedente.
Cessazione entro 30 giorni. Chiusura o sospensione temporanea vanno comunicate al Comune e alla Regione entro trenta giorni, con motivi e durata. La sospensione non può superare i dodici mesi.
Controlli, tempi e conseguenze
L’articolo 12 assegna la vigilanza al Comune e al Dipartimento Agricoltura, ciascuno per le proprie competenze. I controlli sulle SCIA depositate spettano al Comune secondo la Legge 241/1990.
Il Comune ha sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione per accertare la carenza dei requisiti e adottare il divieto di prosecuzione. Se puoi conformarti, l’amministrazione ti assegna un termine non inferiore a trenta giorni.
Se svolgi attività senza SCIA, o se i requisiti vengono meno, il Dipartimento dispone accertamenti e può ordinare la cancellazione dall’elenco con divieto di proseguire l’attività.
In caso di recidiva su violazioni igieniche, edilizie o gestionali, il provvedimento passa dalla sospensione al divieto definitivo.
La SCIA enoturistica non è un modulo solo
Qui sta il punto che le guide generaliste saltano. Il modulo E16.07 apre un procedimento unico, e dentro quel procedimento il SUAP attiva endoprocedimenti verso altri enti.
Il portale CalabriaSUAP associa all’attività enoturistica una modulistica ampia. La maggior parte di quelle voci resta inattiva: scatta solo se la tua situazione la richiede.
Sapere quali si attivano nel tuo caso decide la differenza tra una pratica chiusa in poche settimane e una che si trascina per mesi.
Cosa si attiva quasi sempre
| Endoprocedimento | Quando scatta |
|---|---|
| Verifica requisiti morali | Sempre. Riguarda i requisiti del D.Lgs. 228/2001 e l’antimafia |
| Verifica requisiti iscrizione Elenco Regionale Operatori Enoturistici | Sempre. Conferma che l’iscrizione viaggia dentro la SCIA |
| Notifica ai fini della Registrazione Sanitaria (mod. B4.01) | Se abbini alimenti alla degustazione. Servono planimetria quotata e relazione tecnica sui processi |
| Verifica requisiti igienico-sanitari settore non alimentare (mod. B4.05) | Per i locali di accoglienza. Serve planimetria 1:100 firmata da tecnico abilitato |
La notifica sanitaria merita attenzione. La DGR 299/2024 non la nomina: parla solo di trasmissione della SCIA all’ASP. Il portale la tratta come endoprocedimento autonomo, con moduli e allegati propri.
Cosa si attiva solo se fai lavori
Se la sala degustazione esiste già e la usi così com’è, questo blocco non ti riguarda.
| Endoprocedimento | Quando scatta |
|---|---|
| SCIA edilizia (mod. A2.01) | Interventi soggetti a SCIA: elaborati grafici, documentazione fotografica, asseverazione, diritti di segreteria |
| Permesso di costruire (mod. A1.01) | Interventi di maggiore entità. Include modello ISTAT e contributo di costruzione |
| Endoprocedimenti sismici (mod. A6.01) | Registrazione, deposito o autorizzazione secondo la categoria dell’intervento |
| Autorizzazione paesaggistica ordinaria (mod. A4.01) | Immobile o area sotto vincolo paesaggistico. Serve relazione paesaggistica e rendering ante e post opera |
Il vincolo paesaggistico riguarda molte cantine calabresi collinari e costiere. Verificalo prima di progettare, non dopo.
Cosa si attiva in condizioni specifiche
| Endoprocedimento | Quando scatta |
|---|---|
| AUA – scarico fuori pubblica fognatura | Reflui non collettati. Servono relazione tecnica, planimetrie e relazione geologica |
| AUA – scarico in pubblica fognatura | Recapito in fognatura comunale |
| AUA – verifica impatto acustico (mod. C1.06) | Eventi, musica o attrezzature rumorose. Richiede studio previsionale di tecnico competente in acustica e diritti ARPACAL |
| Nulla osta Ente Parco (mod. A5) | Azienda dentro Pollino, Sila o Aspromonte. Documentazione secondo le Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco |
L’impatto acustico è il punto che sorprende di più. Se prevedi concerti in vigna o cene con musica dal vivo, quella voce si accende e porta con sé tempi e costi tecnici.
Come usare questa mappa
Prima di compilare l’E16.07, rispondi a quattro domande. Devo fare lavori edilizi? Sono sotto vincolo paesaggistico o dentro un parco? Ho scarichi da autorizzare? Prevedo eventi sonori?
Ogni sì aggiunge un endoprocedimento, un tecnico e una scadenza. Ogni no accorcia la pratica.
La modulistica aggiornata resta consultabile sul portale CalabriaSUAP, nella sezione dedicata ai modelli SCIA e autorizzazione.
Sette voci che vanno costruite prima di aprire il SUAP
La SCIA è una dichiarazione: firmi sotto la tua responsabilità ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000. Barri caselle su cose che devono già esistere.
Ecco le sette che richiedono lavoro preventivo, ricavate dal confronto tra il modulo e gli standard dell’articolo 5.
1. L’elenco delle particelle catastali dei vigneti. Va estratto dal fascicolo aziendale e non coincide sempre con la percezione dei confini.
2. Le planimetrie con le attrezzature. Serve un elaborato tecnico, non uno schizzo. Deve indicare anche le attrezzature previste.
3. Il sito bilingue. La pagina web almeno in italiano e inglese è uno standard di qualità, non un obiettivo di marketing.
4. Il materiale informativo in tre lingue. Comprende l’azienda, i prodotti, la zona di produzione e le attrazioni del territorio. Va stampato o disponibile nei formati diffusi.
5. La polizza RC verso i visitatori. Da stipulare prima, non dopo il primo gruppo in cantina.
6. L’attestato di formazione nominativo. Il modulo chiede generalità, ruolo e titolo posseduto per ogni addetto alle attività enoturistiche e di degustazione.
7. Lo spazio di preparazione conforme. Per le cantine agroindustriali senza cucina domestica utilizzabile, la norma elenca le dotazioni minime.
Perché strutturarsi adesso conviene
I numeri della domanda si muovono. Secondo le ricerche curate da Roberta Garibaldi per l’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, nel 2026 si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, con un aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024.
La partecipazione alle visite ai produttori è passata dal 60% del 2021 al 77% del 2025. Il rapporto integrale è scaricabile dal sito ufficiale dei Rapporti sul Turismo Enogastronomico Italiano.
L’offerta calabrese resta piccola. Coldiretti indica per il 2024 una superficie vitata regionale di 8.871 ettari, l’1,3% del totale nazionale, con 9 denominazioni DOC e 10 IGT.
Base produttiva contenuta e domanda in crescita significano una cosa sola: la competizione non si gioca sui volumi, si gioca su chi è strutturato per accogliere.
Le risorse pubbliche collegate
L’articolo 1, comma 4, delle Linee guida indica dove la Regione intende trovare copertura per i progetti enoturistici: il CSR Calabria 2022-2027 e il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.
Sul FSC la copertura passa dalla scheda d’intervento “Promozione delle imprese sui mercati di Settore Agroalimentare sul mercato nazionale ed Internazionale”, legata all’accordo di programma del 16 febbraio 2024 e alla Delibera CIPESS del 23 aprile 2024.
Chi ha già la SCIA e l’iscrizione all’elenco parte avvantaggiato quando escono gli avvisi.
La compliance è il punto di partenza, non l'obiettivo
La DGR 299/2024 ti dice cosa devi avere. Non ti dice come costruire un’esperienza che le persone prenotino e raccontino.
Gli standard dell’articolo 5 contengono già un piano di comunicazione mascherato da adempimento: sito bilingue, materiali trilingue, strumenti di prenotazione, narrazione del territorio. Chi li tratta come burocrazia produce un PDF e lo archivia. Chi li tratta come infrastruttura costruisce un canale di vendita.
Noi lavoriamo sul secondo scenario. Il percorso completo per le cantine calabresi, dalla conformità normativa alla vendita dell’esperienza, è descritto nella pagina Protur × Vini di Calabria.
Se preferisci partire da una diagnosi, prenota una call conoscitiva gratuita di 30 minuti: guardiamo insieme la tua cantina, la tua documentazione e le tue prossime tre mosse.
Fonti primarie: DGR Regione Calabria n. 299 del 21 giugno 2024, Allegato A “Linee guida per l’esercizio dell’attività enoturistica” (BURC n. 138 del 3 luglio 2024); Decreto Dirigenziale n. 13192 del 20 settembre 2024; Modulo E16.07 SCIA Attività Enoturistica, CalabriaSUAP.
Ultimo aggiornamento: agosto 2026. La modulistica regionale viene aggiornata periodicamente: verifica sempre la versione corrente sul portale CalabriaSUAP prima di presentare la pratica.
FAQ - Domande frequenti sull'attività enoturistica in Calabria
No. L’articolo 3 delle Linee guida ammette anche le imprese agroindustriali che trasformano e commercializzano acquisendo materia prima prevalentemente da terzi.
Almeno tre giorni a settimana, in forma settimanale o stagionale. Nei tre giorni possono rientrare domenica, prefestivi e festivi.
No. L’articolo 7 esclude prodotti cotti, piatti e preparazioni gastronomiche. Restano ammessi prodotti freddi come formaggi, salumi e verdure anche conservate.
No. La presentazione della SCIA vale anche ai fini dell’iscrizione nell’elenco previsto dall’articolo 9.
Sì. L’articolo 5, comma 2, richiede una polizza per la responsabilità civile verso i visitatori.
No. Il sito o la pagina aziendale devono essere almeno in italiano e inglese. Il materiale informativo stampato o digitale richiede almeno tre lingue, italiano compreso.
Dipende dall’attività. Per la degustazione valgono titoli enogastronomici, sommelier o un corso di almeno 8 ore. Per l’attività enoturistica valgono titoli agrari, attestati o un corso di almeno 15 ore.
Sì, per l’attività enoturistica. Servono almeno tre anni presso imprese vitivinicole come addetto al vigneto o alla cantina, documentati con INPS, contratti o buste paga.
No. Le aziende già iscritte all’elenco degli operatori oleoturistici comunicano soltanto l’esercizio dell’attività enoturistica ai fini dell’iscrizione.
Sì, se abbini alimenti alla degustazione. Il portale CalabriaSUAP attiva la Notifica ai fini della Registrazione Sanitaria come endoprocedimento distinto dalla SCIA enoturistica.
No. Se devi ristrutturare la sala degustazione, il SUAP attiva una SCIA edilizia o un permesso di costruire, con endoprocedimenti sismici e paesaggistici quando ricorrono le condizioni.
Serve il nulla osta dell’Ente Parco. La documentazione segue le Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco, diverse tra Pollino, Sila e Aspromonte.
Sessanta giorni dal ricevimento della SCIA per accertare carenze e vietare la prosecuzione. Se puoi conformarti, il termine assegnato non è inferiore a trenta giorni.
Il calendario di apertura, entro il 30 novembre. Senza comunicazione resta valido il calendario dell’anno precedente.
Il Dipartimento Agricoltura dispone accertamenti e può ordinare la cancellazione dall’elenco regionale, con divieto di svolgere l’attività e applicazione delle sanzioni previste.


