Tra gli ulivi secolari di Kouvala
Passeggiata, assaggi e sorrisi autentici in Calabria
C’è un momento preciso in cui capisci di essere davvero arrivato in Calabria: non è quando vedi il mare azzurro dall’autostrada, né quando ti accolgono i profumi del bergamotto, ma quando ti trovi davanti a un ulivo secolare che sembra più vecchio di qualsiasi palazzo, chiesa o castello che tu abbia mai visto. E lì, tra le colline di Bagnara Calabra, alle porte dell’Aspromonte, ti rendi conto che sei nel cuore di una storia viva: l’azienda agricola Kouvala.
Quella che stai per vivere non è la solita “esperienza turistica”. Non troverai guide con bandierine né discorsi preparati a memoria. Qui entri nella vita quotidiana di una famiglia che coltiva ulivi dal 1800, e che ancora oggi ti accoglie come se fossi un amico che passa per pranzo. Una famiglia che, tra un frantoio e una polpetta di melanzane, ha deciso di aprire le porte del proprio mondo e di condividerlo con chi arriva.
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Una storia che affonda le radici nel tempo
Prima di cominciare il giro tra gli ulivi, conviene fermarsi un attimo e ascoltare la storia di questa azienda, perché già da sola vale il prezzo del biglietto (anzi, della prenotazione).
Tutto parte nel 1806, quando la famiglia De Leo acquista dal Duca di Bagnara i terreni di Covala, un fondo che a sua volta aveva radici ancora più antiche, risalenti al 1594. Da allora, generazioni di donne hanno custodito queste piante con amore e ostinazione.
Negli anni ’80 Elvira De Leo, ereditando non solo gli uliveti ma soprattutto la passione e il rispetto per la terra, decide di rilanciare l’attività con il marito Giuseppe Canale. È grazie a loro se oggi possiamo passeggiare tra più di 20.000 ulivi, alcuni dei quali hanno visto passare tre secoli di storia, guerre, carestie, rinascite e vendemmie.
Il nome Kouvala, scelto da Elvira, ha origini greche e richiama proprio il fondo agricolo storico. È più di un marchio: è un simbolo, il filo che lega la tradizione di famiglia al futuro, oggi portato avanti con energia dalle figlie Giulia e Paola.
E proprio Giulia, giovane e appassionata, è stata la nostra guida.
L’inizio dell’esperienza
Il sorriso di Giulia e il primo abbraccio
Appena arrivi a Kouvala, non c’è cartello che tenga: l’accoglienza la fa il sorriso di Giulia. Niente formalità, niente barriere: la sensazione è di entrare in casa di amici. E infatti non passa molto prima che ti ritrovi a passeggiare con lei tra gli ulivi.
Gli ulivi secolari non sono semplici piante. Sono giganti scolpiti dal vento e dal tempo, creature che sembrano respirare insieme a te. E poi succede la cosa che non ti aspetti: li abbracci. Sì, li abbracci. All’inizio ti senti un po’ ridicolo (“Sto davvero stringendo un tronco d’albero?”), ma poi capisci. La corteccia ruvida, il silenzio della campagna, il pensiero che quell’albero fosse lì già quando Napoleone attraversava l’Europa… ed ecco che ti senti parte di qualcosa di più grande.
Giulia lo sa bene, e te lo dice con parole semplici:
Io controllo gli ulivi ogni giorno. Se lo faccio da sola o con un gruppo di visitatori, per me non cambia: è la mia normalità. Ma è questa normalità che le persone vengono a vivere qui. E alla fine se ne vanno con un pezzo di Calabria nel cuore.
Ed è vero: ogni passo in mezzo agli ulivi è un incontro con la storia, con la natura, ma soprattutto con un modo di vivere.
Dentro il frantoio
Dove nasce l’oro liquido
Dopo la passeggiata si entra nel regno delle macchine, che a Kouvala non sono fredde ma pulsano come un cuore. Giulia ti accompagna nel frantoio e ti racconta il processo di estrazione dell’olio.
Se pensavi che l’olio si facesse semplicemente “schiacciando” le olive, preparati a rivedere le tue certezze. Prima le olive vengono pulite, poi ridotte a una pasta densa che profuma di Mediterraneo. Infine, attraverso un processo tecnico e preciso, si separa l’olio, quel liquido dorato che i calabresi chiamano da sempre “oro verde”.
E qui arriva la chicca che pochi sanno: per conservare l’olio, Kouvala utilizza lo stesso metodo dei grandi vini. Nelle cisterne viene immesso azoto per evitare che l’ossigeno lo rovini. Una cura applicata all’olio, che ti fa capire quanto ci tengano alla qualità.
La degustazione tecnica
Il momento della verità
A questo punto pensi di aver visto tutto, ma ti sbagli. È ora di diventare assaggiatori. Non degustatori improvvisati: veri e propri “saggiatori” con tanto di tecnica ufficiale.
Si comincia così: un bicchierino blu (non trasparente, per non farsi influenzare dal colore) con un dito d’olio dentro. Lo tieni tra le mani e lo scaldi con un movimento rotatorio dei palmi, come se stessi riscaldando un brandy davanti al camino. In quel momento, l’olio inizia a sprigionare profumi intensi, erbacei, fruttati.
Poi arriva la parte più strana: aspirare l’olio sotto la lingua mentre inspiri aria dalla bocca. Sì, sembra una follia. Ti senti un po’ ridicolo, fai rumori buffi, e ti guardi intorno per assicurarti che nessuno stia filmando. Ma funziona. L’olio esplode in bocca con aromi che non avresti mai immaginato.
E qui il divertimento raggiunge l’apice, perché non assaggi un solo olio, ma quattro:
L’extravergine classico, robusto e armonico.
L’aromatizzato al bergamotto, un capolavoro calabrese, ottenuto con il succo fresco e non con aromi artificiali.
Quello al peperoncino, deciso, quasi rock.
E la sorpresa finale: l’olio alla menta, fresco e inaspettato.
Quattro oli, quattro viaggi diversi nello stesso bicchiere. E alla fine ti ritrovi con il sorriso ebete di chi ha appena scoperto un mondo nuovo.
A tavola, come in famiglia
In Calabria nessuna esperienza si chiude senza una tavola imbandita. E così, come se fossi invitato a un pranzo di famiglia, ti siedi e arrivano piatti che profumano di casa: polpette di melanzane, parmigiana, peperoni ripieni (“pipi chini”), salumi, formaggi, pane caldo e, ovviamente, vino locale.
Non è una degustazione formale: è un banchetto di sapori autentici, un “mangia e bevi” che ti fa sentire parte della famiglia De Leo. Ed è in quel momento che capisci che Kouvala non è un’azienda agricola, ma un pezzo di Calabria servito su un piatto.
L’aspetto umano
Più di un’azienda, una comunità
Quello che colpisce davvero non è solo la qualità dell’olio o dei piatti, ma la filosofia che c’è dietro. Giulia lo spiega con parole che ti restano addosso:
Per noi gli operai non lavorano per noi, ma con noi. Sono parte della nostra famiglia. Quando i viaggiatori vengono qui, vivono la nostra quotidianità. Non prepariamo uno spettacolo: facciamo quello che facciamo ogni giorno. E proprio questa normalità diventa la loro esperienza più autentica.
È questa dimensione umana che trasforma Kouvala in un luogo unico: non vieni solo per assaggiare un prodotto, ma per condividere uno stile di vita.
Un’etichetta che racconta una storia
Perfino le bottiglie di olio raccontano la famiglia. Le etichette, infatti, riportano il volto di Elvira De Leo, disegnato dall’artista Aldo Sacchetti. Non è un vezzo estetico, ma un omaggio alla donna che ha avuto il coraggio di continuare questa tradizione e trasformarla in futuro.
Ogni bottiglia è un piccolo pezzo di arte e memoria, da portare via come ricordo di un incontro più che di una semplice degustazione.
Il valore di un sorriso
Alla fine della giornata, quello che resta non è solo il gusto dell’olio o la bellezza degli ulivi. È il sorriso con cui te ne vai. E Giulia lo sa bene:
Quando i visitatori se ne vanno, mi ringraziano. Ma in realtà sono io che ringrazio loro. Perché significa che sono riuscita a trasmettere l’amore che ho per questa terra. E quel sorriso è il regalo più bello che mi lasciano.
Ed è vero: ti porti via la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, di raro, di profondamente umano.
Perché scegliere Kouvala
Partecipare a questa esperienza significa molto più che fare turismo. Significa entrare in contatto con una Calabria vera, fatta di storie, tradizioni, persone e sapori. È un modo di scoprire il territorio attraverso la lente più sincera: la quotidianità di chi lo vive ogni giorno.
Se cerchi autenticità, se vuoi sentirti parte di una famiglia e non un turista di passaggio, Kouvala è il posto giusto.
Informazioni pratiche
Durata: circa 3 ore
Prezzo: €54 a persona (inclusi visita, degustazione tecnica e pranzo tipico)
Partecipanti: da 2 a 20 persone
Disponibilità: tutto l’anno, su prenotazione
Lingue: italiano, inglese (su richiesta)
Incluso: passeggiata tra ulivi secolari, visita al frantoio, degustazione di oli, pranzo tipico con vino
Non incluso: transfer (disponibile su richiesta)
Consigliato: abbigliamento comodo e scarpe da passeggio
Kouvala non è un posto che si visita, è un posto che si vive. Qui impari che la normalità di una famiglia calabrese – passeggiare tra gli ulivi, controllare le piante, mangiare insieme – può diventare un’esperienza straordinaria per chi viene da fuori.
Ed è questo il segreto: la Calabria non si mostra con scenografie, ma con gesti veri, sorrisi sinceri e piatti condivisi.
Alla fine, torni a casa con il palato ricco di sapori, le mani che profumano d’olio e la certezza che un pezzo di Aspromonte, da quel giorno in poi, ti accompagnerà sempre.

